Impressioni a caldo sulla giornata di ieri #15M
(e con il video del flashmob e dell’assemblea in Times square ancora in fase di caricamento)
- Continuo a rimanere stupita dalla spoporzione tra impiego di forze dell’ordine e manifestanti di Occupy, specialmente in occasioni come ieri con cortei piccoli, ordinati e disciplinati, che avanzano sul marciapiede, si fermano ai semafori, si fermano davanti alle sedi di banche e corporation e ripartono dopo un mic check in cui raccontano le nefandezze del bersaglio di turno senza che nessuno nemmeno provi ad avvicinarsi a una vetrina. La cosa più “violenta” che ho visto succedere è stata venti persone col dito medio alzato verso la sede di News corp. prima di ripartire verso Times square.
- I grandi eventi di piazza non sono quello che interessa a Occupy Wall Street. Essere in tanti può servire a motivarsi, a dire al mondo «ci siamo e siamo tanti», ma non contribuisce alla costruzione del movimento. Le cose più interessanti e che più incidono di Occupy Wall Street sono fatte da piccoli gruppi di 10-15 persone.
- Non è la protesta quello che interessa a Occupy Wall Street ora, è la costruzione.
- Ho assistito a un’interessantissima conversazione tra Micah White di Adbusters (ovvero l’uomo che ha inventato Occupy Wall Street) e George Martinez, il primo occupier a candidarsi alle elezioni (corre per le primarie democratiche per il congresso). Due punti di vista molto diversi su quello che questo movimento è e deve essere: fuori dalle istituzioni o dentro, “rivoluzione” (per quanto servirebbe un trattato per spiegare in che senso a Occupy si parla di “rivoluzione”) e riforma. Quando finisce il vertice NATO e finisco di sbobinare la conversazione ne scriverò.
- Invitata a bere una birra in compagnia del nocciolo duro degli organizzatori di Occupy Wall Street in uno dei loro abituali luoghi di ritrovo vicino a Zuccotti Park ho incontrato persone incredibili: da Anthony, prete cattolico per 14 anni che un giorno ha deciso di uscire dalla Chiesa e due mesi dopo ha incontrato Occupy, a Stephanie, pastore di una chiesa protestante, diversi livestreamer e persone con le esperienze e i percorsi più differenti e accomunati, in generale, dal non avere esperienze di attivismo pregresse.
Ora preparo lo zaino per andare a Chicago: tra poco più di 12 ore sei pullman partono da New York con a bordo decine di occupier. E me.
[Foto e racconti della giornata di ieri. Altri arriveranno]
