«Cosa farà Tigella a Chicago?»
Ma quindi, in concreto, cosa farà Tigella a Chicago?
Per tutto il 2011 ho seguito online gli avvenimenti più disparati, dalle rivoluzioni nel mondo arabo alle elezioni in casa nostra, passando per attentati terroristici, disastri naturali e movimenti di protesta. La “social media curation”, come si chiama il lavoro che ho svolto in tutti questi mesi, consiste nel “prendersi cura” di flussi di notizie che passano attraverso i social network: cercare notizie, verificarne la veridicità, controllare che le fonti da cui provengono siano affidabili, selezionare i materiali che meglio raccontano un avvenimento e riproporli, in maniera “grezza” o riorganizzandoli con strumenti come Storify, per costruire un racconto.
E quindi, cosa farà Tigella a Chicago?
Costruirò un archivio di materiali (foto, video, audio, testi lunghi e brevi) utili a descrivere e raccontare singoli aspetti di Occupy. Materiali che possono essere utilizzati singolarmente o essere collegati, messi in relazione gli uni con gli altri per costruire una narrazione, raccontare una storia.
Con Federico Badaloni abbiamo immaginato una matrice.
Su un asse si trovano i temi di Occupy:
- l’occupazione di uno spazio simbolico (che è cosa che accomuna Occupy alle acampadas spagnole e a piazza Tahrir)
- l’organizzazione interna (dell’occupazione e del movimento)
- la rete
- le richieste/i sogni
- i nemici
- il cultural divide (chi è fuori da Occupy come lo percepisce e perché)
- dietro le quinte (tutto quello che non si vede del movimento, il making of del progetto e delle iniziative del movimento)
- le decisioni
Sull’altro asse, invece, si trovano le modalità del racconto:
- volti
- luoghi
- percorsi/retaggi (che hanno condotto le persone a partecipare al movimento, ma anche a starne lontani o a opporsi)
- farsa
- conflitti
Temi e modalità del racconto sono e restano aperti al vostro contributo: aspettiamo suggerimenti, modifiche e correzioni per raccontare al meglio anche aspetti di Occupy a cui noi non abbiamo pensato.
Ogni foto, ogni video, ogni testo verrà posizionato in un punto della matrice grazie a un sistema di categorie, tag e tassonomia di wordpress.
Il materiale così raccolto sarà disponibile alla consultazione, percorribile grazie a relazioni stabilite attraverso il sistema di categorie, tag e tassonomie.
Ogni sera utilizzerò parte di questo materiale per raccontare i momenti salienti, collegando foto, video, audio e testi per costruire la storia della giornata.
Al mio ritorno, poi, lavorerò su tutto il materiale raccolto per costruire percorsi di senso che indaghino aspetti particolari di Occupy, scegliendo quali storie raccontare, quali percorsi privilegiare.
Ma c’è di più.
Tutto il materiale pubblicato nel sito su cui vi trovate sarà rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported (CC BY 3.0). Questo significa che chiunque voglia utilizzare, modificare, distribuire, esporre qualunque dei materiali da me raccolti e prodotti potrà farlo, alla sola condizione di citarmi come autore dell’opera originale.
In concreto, se un giornale online vorrà fare una galleria con le mie foto, utilizzare un mio video, scrivere un articolo a partire da miei testi, foto, video potrà farlo. Se un gruppo musicale vorrà fare la copertina del proprio album utilizzando e modificando una delle mie foto potrà farlo. Se una casa editrice vorrà utilizzare parte del mio materiale per un ebook sulla storia del movimento Occupy potrà farlo.
Insomma, Tigella a Chicago farà quello che fa abitualmente online, ma con materiale vivo e non digitale


Bello!
E noi “editori” possiamo integragire in qualche modo?
E hai pensato a forme di visualizzazione avanzate della matrice?
un abbraccio
Per l’interazione ci saranno diversi “canali”: sui vari social dove pubblicherò link ai post del sito (per twitter sto pensando a un hashtag speciale dedicato al progetto, in modo da poter tenere traccia anche dei vostri commenti) e poi stabiliremo qualche appuntamento in streaming, così che io possa parlarvi in video e ricevere i vostri commenti in chat.
Sulla visualizzazione ci stiamo lavorando, sperando di avere abbastanza tempo per fare tutto!
Se sei ancora qui a Chiacgo contattami, vorrei parlarti del movimento contro la privatizzazione del “public health”.
A presto,
Valentina